Sinossi

Nel solco della pedagogia di genere il volume unisce all’analisi sullo specifico fenomeno del gender gap relativo alle STEM un’esplorazione del mondo della scuola dell’infanzia necessaria a calare in questo specifico contesto gli assunti dell’epigenetica e quelli relativi alla plasticità neuronale. Significativo è infatti il focus sulle neuroscienze e sulla evidenza del carattere relazionale e sociale della formazione che invita a riflettere sull’importanza dell’educazione nei primi anni di vita, quando si avvia quel processo di acquisizione di schemi comportamentali, preferenze e valori in grado di condurre, bambini e bambine, alla facilità della semplificazione, rafforzando identità tradizionali difficili da decostruire. All’interno dell’impianto teorico delineato, la ricerca entra in situazione e fa emergere l’insegnante come la figura centrale del sistema formativo e quindi anche quelle da esplorare in forma riflessiva per generare un ambiente più consapevole e aperto al cambiamento. Lo specifico gruppo di professioniste coinvolte, infatti, fa da supporto per restituire significato all’esperienza educativa e far emergere proprio dal contesto esplorato gli elementi di una progettazione in grado di intercettare le questioni critiche e tracciare traiettorie di consapevolezza per una cultura dell’educazione in grado di agire sui cambiamenti e sui pregiudizi di genere, proprio a partire dalla qualità della pratica quotidiana. Le riflessioni nate dallo studio applicato risultano rilevanti non soltanto sul piano del dibattito accademico ma offrono una preziosa prospettiva progettuale rivolta in particolare ai docenti della scuola dell’infanzia.

Autore

Francesca Buccini
Francesca Buccini, biologa, pedagogista, PhD in “Mind, gender and language” e assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Docente a contratto di Didattica e Pedagogia speciale presso il corso di laurea magistrale in Odontoiatria e protesi dentaria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. I suoi ambiti di ricerca si riferiscono, prevalentemente, alla pedagogia di genere, alla formazione femminile e al gender gap nei percorsi STEM. La sua ricerca propone, mediante una ricostruzione storico-teorica del dibattito epistemologico e metodologico della pedagogia contemporanea, una prospettiva bioeducativa con cui affrontare le problematiche legate alla segregazione formativa, con particolare attenzione ai primi anni della formazione, affrontando, in chiave educativa, l’apertura della pedagogia a nuovi ambiti di ricerca come quelli neuroscientifici.