Sinossi

Padre e figlio dialogano attraverso questo Diario a due voci, registrano gli eventi e le impressioni dell’esilio in Francia, a seguito del crollo della Repubblica spagnola, nel febbraio del 1939. La testimonianza dei due Lamana, intima, dolente, ci narra la lotta per la sopravvivenza, nel momento in cui la Spagna cade in mano ai franchisti, dopo quasi tre anni di una sanguinosissima guerra civile. Non solo i problemi immediati e concreti, ma anche la voragine d'incertezza aperta da ogni esilio. Un caso raro nella letteratura: l’unione di due diari, scevri da ogni finzione, pura testimonianza di due fragili individui nell’oceano di quello che è stato definito l’olocausto spagnolo, per lo più dimenticato, nel secolo dei genocidi e delle migrazioni di massa. Il Diario a due voci racconta da vicino le dinamiche personali, collettive, politiche, messe in moto dalla fuga di centinaia di migliaia di persone costrette all'esilio.

Autori

José María Lamana
José María Lamana (Tarazona de Aragón 1890 – Madrid 1952) Avviato alla carriera militare, José María Lamana l’abbandonò presto, per dedicarsi agli studi di giurisprudenza. Sposato con la cugina Carmen Lamana, ebbe quattro figli, il secondo dei quali è lo scrittore Manuel. Ebbe diversi incarichi governativi. Seguì il governo repubblicano, costretto a spostarsi per l’incalzare dell’offensiva franchista, prima a Valencia, poi a Barcellona e infine a Figueras. Qui, nel febbraio 1939, José María, insieme a moltissimi altri spagnoli, dovette prendere la via dell’esilio. Ha lasciato una testimonianza diretta delle prime settimane di esilio, lontano dalla famiglia, in un Diario della mia vita, manoscritto che suo figlio Manuel riprenderà quasi quarant’anni più tardi, aggiungendovi un proprio diario e confezionando così il Diario a due voci.

Manuel Lamana
Manuel Lamana (Madrid 1922 – Buenos Aires 1996) Allo scoppio della Guerra civile nel 1936 seguì il padre (alto funzionario della Repubblica Spagnola) nei diversi spostamenti del governo. Costretto all’esilio in Francia nel 1939 insieme alla famiglia, Manuel Lamana, nei primi anni ’40, fece ritorno a Madrid, dove si iscrisse all’università. Per la sua militanza in un movimento studentesco di opposizione al regime franchista, fu condannato ai lavori forzati nel cantiere di Cuelgamuros, dove si costruiva il mausoleo del dittatore Franco, il famoso Valle de los Caídos, da cui riuscì a fuggire avventurosamente nel 1948 insieme a Nicolás Sánchez-Albornoz. Si rifugiò ancora una volta in Francia e poi in Argentina, dove visse il suo secondo e definitivo esilio. Lì scrisse Otros hombres (1956), ispirato alle vicende di Cuelgamuros, e Los inocentes (1959), in cui rievoca la sua esperienza di adolescente nella Guerra civile. Del 1985 è il Diario a dos voces (pubblicato solo nel 2013 e qui tradotto per la prima volta).