Fabrizio Ferrazzi

Pensare la storia, Dio, l'apocalisse alla luce della del destino di un popolo. Le paradossali suggestioni del messianesimo romantico polacco

Collana: I Sentieri della Ragione
Anno: 2012
Pagine: 200
Formato: 14.00 x 21.00 cm
ISBN: 9788882329938

€ 18,00
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Sinossi

"[...] oggi, a distanza di pochi decenni, tutto il complesso di avvenimenti che si è verificato tra la fine degli anni '70 e la fine degli anni '80 in Polonia, i modi in cui sono stati vissuti, rimangono quasi un ricordo sbiadito, appartenente ad un'epoca indistintamente lontana. Con ogni probabilità ciò è inevitabile, dal momento che non è ormai più da noi condivisibile quella tradizionale concezione della Storia come "progresso", progresso che procede per un accumulo in ordine ascendente di eventi e per cui ciascuno di essi rinviene e conserva il proprio senso nel tutto del divenire. Parrebbe allora che l'unica possibile prospettiva rimanga quella di un'irrelata frammentarietà degli eventi. C'è forse, tuttavia, la possibilità di un approccio diverso. Un approccio che si potrebbe definire di tipo "empatico" con l'accadimento passato: riandando ad esso, cercare di cogliere quanto di significatività era presente in coloro che lo vivevano. In quell'accadimento si vuole allora vedere non un tratto di un oggettivo percorso progredente, ma, in modo più circoscritto, un insieme e una modalità di vissuti che hanno trovato espressione in un certo tempo e in un certo luogo; "un'esperienza dell'umano", così si potrebbe forse dire."

 

[...] Io non sono un polonista. Essendomi prevalentemente occupato di storia della filosofia, l'oggetto della mia ricerca sul messianesimo romantico polacco si è incentrato sui contenuti di idee, sulla loro eventuale portato teoretica. C'è tuttavia un fatto che può essere ignorato da chi non ha una qualche conoscenza della cultura polacca: la "filosofia polacca", la riflessione filosofica, in una dimensione metafisica e teologica, che si è sviluppata nell'epoca romantica, ha trovato la sua massima e più significativa espressione nella grande produzione letteraria e poetica che si è realizzata allora. Adam Mickiewicz, Juliusz, Slowacki e Zygmunt Krasinski hanno formato quella "wielka romantyczna trójka" ("la grande triade romantica"). Sono stati i massimi poeti della loro epoca e, indubbiamente, tra i massimi dell'intera storia culturale polacca. Erano tutti e tre, seppure in modo diverso, poeti e pensatori."

(Dalla Prefazione)