Pietro Lacorte, Antonio Aresta (a cura di)

Il Mediterraneo: etica del dialogo e cultura della società

Collana: Università & Ricerca
Anno: 2010
Pagine: 204
Formato: 14.00 x 21.00 c
ISBN: 9788882328085

€ 15,00
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Sinossi

Convegno promosso dal Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale (MEIC)

Da alcuni anni iI MEIC nazionale, su promozione dei gruppi MEIC di Puglia, ha assunto il Mediterraneo come “cifra", anzi come chiave ermeneutica per interpretare i segni del nostro tempo, in una contingenza culturale in cui il postmoderno ha mostrato pesanti difficoltà a “comprendere" il corso irrefrenabile degli eventi e ad approntare paradigmi essenziali per rispondere responsabilmente alle domande della storia. Sin dall'inizio ci siamo resi conto che, “visto dal Mediterraneo", il mondo degli uomini, gravido di idee, di opere, di progetti, potesse guadagnare quella prospettiva di virtuosa “complessità" in grado di sconfiggere i pericolosi riduzionismi della cultura della divisione che si esprimono, spesso tragicamente, nei fondamentalismi di varia natura o nei nazionalismi moderni o, ancora, nelle pretese di validità degli economicismi, della globalizzazione o nell'ideologia della crescita ilimitata. In definitiva, non è sulle sponde del Mediterraneo che si è sperimentata la meravigliosa unità di logos ed ethos, di teoria e prassi, di politica, economia, arte del vivere? E che dire di quel primo esercizio di dialogo fra Atene e Gerusalemme propiziato da Paolo? Riandare col pensiero critico a quelle origini, rimettendo al centro quell'esperienza speculativa, civile, potitica ed economica, forse si può dimostrare un buon esercizio per costruire nuovi pensieri e nuove prassi anche per il nostro tempo, così diviso e senza centro, nel quale, pure, siamo destinati a vivere: a ciascuno tocca la responsabilità del proprio tempo, sia pure con uno sguardo responsabile lanciato verso il futuro. Per più giorni, filosofi, teologi, politologi, operatori culturali e dello sviluppo, in un confronto costruttivo, vorranno porsi in questo “presente", crocevia di un passato sempre più da rileggere e un futuro che è tutto da pensare. É il punto che il MEIC, radicato nell'esperienza irrinunciabile del Vangelo e impegnato nella diaconia della lettura compassionevole dei segni dei tempi, vuole oggi offrire non solo al Sud ma al Paese.