Lo specchio deformante

Vecchi e nuovi paradigmi della diversità

A cura di Ines Giunta, Simon Villani

Collana: Università & Ricerca
Anno: 2013
Pagine: 340
Formato: 17x24cm
ISBN: 9788867601141

€ 30,00
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Sinossi

Qual è il paradigma di cui facciamo uso quando pensiamo alla diversità? E che immagine ci rimanda del variegato e composito caleidoscopio di significati ad essa sottesi? Spesso, si tratta dell’immagine deformata di una diversità segmentata, semplificata e dimentica del fatto che tutti gli individui condividono il medesimo destino di essere uguali, rispetto al fatto di essere diversi, o, se lo si preferisce, di essere diversi all’interno dei vincoli posti da una costitutiva uguaglianza di fondo. La complessità del fenomeno pone, dunque, al centro della riflessione pedagogica la necessità di intraprendere un preciso percorso di pensiero, facendo ricorso ad un paradigma complesso (l’unico in grado di concepire diversità e unità come componenti complementari, in relazione dialogica permanente tra loro) e, conseguentemente, ad una precisa impostazione metodologica, quale l’attraversamento della tematica da più prospettive interpretative. A tal fine i contributi qui raccolti, offerti da storici dell’educazione, pedagogisti, psicologi, sociologi, pubblicisti e operatori educativi, e distribuiti in cinque sezioni, ciascuna dedicata a una possibile dimensione della diversità (storica, pedagogica, psicologica, sociale ed esperienziale) e ai conseguenti bisogni educativi speciali, vogliono offrire validi strumenti di riflessione, confronto e stimolo per coloro che, a vario titolo, intendano confrontarsi con una realtà tanto abusata, quanto misconosciuta o troppo superficialmente considerata.

Ines Giunta È dottore di ricerca in Fondamenti e metodi dei processi formativi. Orienta i propri interessi di ricerca lungo due principali direzioni d’indagine: la prima riguarda la riflessione sui bisogni educativi e formativi nella società complessa e indaga, in particolare, gli aspetti pedagogici dei processi generativi di conoscenze complesse e la flessibilità cognitiva; la seconda concerne lo studio di impianto genetico-evolutivo degli ambienti di apprendimento, anche in relazione ai bisogni educativi speciali. Oltre a saggi in volumi collettanei e articoli in riviste anche internazionali, ha pubblicato il volume La flessibilità come categoria pedagogica. Simon  Villani Docente di Tecnologia dell’istruzione e Pedagogia Sperimentale, Criteri e Metodi per la ricerca educativa presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Catania e di Didattica e Pedagogia Speciale presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia del medesimo Ateneo. Ha compiuto numerosi studi e ricerche sul rapporto tra territorio e formazione, sulla dispersione scolastica, sull’integrazione degli alunni disabili, sull’educazione permanente e sulla prassi educativa nella scuola, operando a lungo nella formazione dei docenti e del personale educativo.