Lidia Caputo

Coscienza e intersoggettività nella fenomenologia di Husserl

Collana: Inter-Sezioni
Anno: 2012
Pagine: 156
Formato: 14.50 x 21.00 cm
ISBN: 9788867600434

€ 18,00
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Sinossi

Negli ultimi decenni, il binomio “coscienza e intersoggettività” è stato al centro di una profonda riflessione  in campo filosofico ed epistemologico-scientifico. In particolare la fenomenologia, fondata da Edmund Husserl, si prefigge di  pervenire, mediante l’intuizione, alla conoscenza intrinseca non solo della coscienza individuale, bensì anche di quelle degli  Alter ego che interagiscono con noi nei modi e nelle circostanze della quotidianità, sia nel campo storico-sociale, che artistico-culturale.

In questo volume, si potranno ripercorrere le tappe che segnano il passaggio dal predominio della soggettività pura in cui già Cartesio aveva localizzato l’origine del senso, al riconoscimento dell’Alterità e della Lebenswelt (mondo della vita), come costitutivi della coscienza  trascendentale e intersoggettiva. A differenza di una parte della critica che ha tacciato di idealismo e solipsismo le prime fasi del pensiero husserliano, si è potuta individuare, grazie alla pubblicazione di gran parte dei  documenti del fenomenologo, a lungo rimasti inediti, una significativa riflessione iniziale sui momenti prelogici, estesiologici e intersoggettivi della costituzione dell’io e del mondo.

Fin dai primi anni del Novecento, come viene attestato anche da alcuni inediti in italiano, da me tradotti e commentati nel quarto capitolo, Husserl si prefigge di porre i fondamenti metodologici per la costituzione intenzionale non solo della coscienza individuale, ma anche di quella trascendentale che costituisce la sorgente della comunità universale. Il soggetto che esperisce il mondo, individuandone il senso (der Sinn), non è pertanto un demiurgo che crea oggetti o conferisce loro un particolare statuto ontologico, ma essi esistono  a prescindere dall’intenzione di chi li coglie, anzi costituiscono un Leitfaden (filo conduttore) trascendentale che unifica la molteplicità delle coscienze.  La sfera della ragione viene così estesa dalla dimensione soggettiva a quella universale, dalla percezione immediata dell’altro alla conoscenza di un numero infinito di tipologie di altri ego compossibili rispetto al nostro io, con cui ci relazioniamo mediante modalità differenti, tra le quali una delle più esperite è rappresentata dall’Einfühlung (empatia).

Per comunicare le innumerevoli possibilità d’interazione con l’alter ego non bastano tutti i volumi della smisurata produzione filosofica di Husserl e degli altri fenomenologi, ma, come suggerisce Bernhard Waldenfels, occorre sentirsi toccati dagli altri, prima ancora di giungere a chiedere chi siano o cosa significhino le loro parole.In questa prospettiva “la ricerca di senso” nel mondo naturale o sociale coincide con la ricerca e la “scoperta” dell’altro.