Questioni Pedagogiche e Formative
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Codice collana ISSN 2420-7977

Direttore: Paolina Mulè

Co-Direttore: Giuseppe Spadafora

Comitato scientifico: Viviana Burza (Universita della Calabria), Achille Maria Notti (Universita di Salerno), Luigi Pati (Università? Cattolica Sacro Cuore di Brescia), Claudio De Luca (Universita della Basilicata), Cristina de la Rosa Cubo (Universita de Valladolid), Domenico Milito (Università della Basilicata), Stefan Norbert (Università di Colonia), Mario Caligiuri (Università della Calabria), Irina Dergachova (The Moscow State University of Psychology and Education), Irina Shilina (The Moscow State University of Psychology and Education), Francesco Mattei (Università di Roma Tre), Antonio Bellingreri (Università di Palermo), Gaetano Bonetta (Università di Chieti-Pescara), Alessio Annino (Università degli Studi di Catania), Rossana Adele Rossi (Università della Calabria), Daniela Gulisano (Università degli Studi di Catania)

Comitato di referaggio: I volumi di questa collana sono sottoposti a due “blind referees” in forma anonima. Il Comitato dei referee e? composto da studiosi di chiara fama italiani e stranieri. I nomi dei revisori di ogni annata vengono resi pubblici nel numero che sarà?di volta in volta pubblicato. I responsabili della procedura di referaggio sono i Direttori della collana.

Dal dibattito culturale pedagogico contemporaneo emerge la consapevolezza che la teoria dell’educazione non riesca a chiarire il suo oggetto di indagine in relazione, specialmente, alle scienze umane con la conseguenza inevitabile di un depauperamento del progetto educativo per promuovere la democrazia nel mondo, favorire il pluralismo culturale e lo sviluppo politico ed economico delle società contemporanee. La pedagogia critica dell’emancipazione è il paradigma di riferimento in base al quale si svilupperanno riflessioni sulla complessità e problematicità dei processi formativi, sulla esasperazione soggettivistica dei processi formativi, sulla necessità di riflettere sulla pedagogia come problema dell’integrazione tra possibilità e utopia, sull’educazione alla cittadinanza e alla persona, sull’educazione alla democrazia. In questo senso, le ricerche terranno conto dei dispositivi pedagogici, ossia l’insieme di pratiche istituzionali, organizzative e tecniche che sono in grado di dare una direzione di senso ai gesti, alle condotte, alle opinioni e ai discorsi degli ‘esseri umani’, indipendentemente dalla volontà e dall’intenzionalità di ciascuno, che si situano sia nella scuola che nei diversi contesti educativi. E ciò come possibile risposta alle sfide economiche, etiche e, soprattutto, democratiche che attendono i cultori di questa disciplina nei prossimi decenni.