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Rassegna stampa
Processi formativi e nuove tecnologie applicate ai beni archeologici e museali in Abruzzo PDF Stampa E-mail


(Qui di seguito l'articolo che descrive il progetto di cui la Pensa MultiMedia è partner ufficiale)


L'ENTE

L’Università degli Studi dell’Aquila è una sede universitaria con oltre 23.000 studenti e 66 Corsi di studio che dal dicembre 2010 ha riorganizzato le proprie strutture didattiche e di ricerca istituendo sette dipartimenti che promuovono, coordinano e organizzano le attività di ricerca scientifica, quelle didattiche e della formazione, stabiliscono rapporti di scambio culturale e scientifico con centri di ricerca di eccellenza di ogni parte del mondo e interagiscono con realtà produttive di settori diversi che vanno dall’alta tecnologia, alla formazione fino ai beni culturali. Al Dipartimento di Scienze Umane afferisce il Corso di laurea in Scienze della Formazione primaria, il quale opera a livello internazionale, nazionale e regionale per il rafforzamento dei profili di competenza degli insegnanti in formazione iniziale e continua, promuovendo pratiche di alfabetizzazione innovative attraverso un uso abituale dei patrimoni culturali locali e collegandosi in maniera diretta alle diverse istituzioni del territorio (Ufficio Scolastico Regionale, Scuole del territorio abruzzese, Sovrintendenze ecc.) allo scopo di costruire un partenariato locale interistituzionale in una prospettiva internazionale (insegnante europeo). 
I Servizi Educativi della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo, con sede a Chieti, operano da anni in stretta collaborazione con un elevato numero di scuole, con l’Università e gli Enti locali del territorio, come l’Assessorato alla Cultura del Comune di Chieti, la Provincia e l’Associazionismo, attivando un coordinamento locale che ha dato vita nel tempo ad una ricca e variegata offerta culturale diversificata in funzione delle diverse categorie di visitatore (bambini, ragazzi ed adulti, pubblici scolastici, occasionali, anziani ecc.) e che è divenuta un riferimento importante a livello nazionale per la didattica museale e dei beni archeologici.

IL PROGETTO

La necessità dei Servizi Educativi di ri-progettare periodicamente l’offerta formativa del Museo Archeologico Nazionale di Villa Frigerj, già diversificata in funzione dei differenti bisogni di pubblico scolastico (dalla scuola dell’infanzia all’università), e le esigenze formative e di ricerca del Corso di laurea in Scienze della Formazione primaria, che lavora sulla formazione dei futuri insegnanti, hanno indotto la rete collaborativa già avviata (USR, scuole, Università Enti locali, associazionismo ecc.) a riflettere ulteriormente sull’opportunità di avviare un processo di miglioramento dell’accessibilità dei significati delle collezioni museali attraverso l’utilizzo di strumenti mediali rispondenti alle richieste comunicative di bambini, ragazzi e giovani. Tali bisogni hanno riguardato sia i docenti che già utilizzano le ICT e che chiedono di sperimentare nuove forme di insegnamento capaci di far leva sulle abilità digitali per rinnovare gli approcci didattici esistenti sia i docenti universitari che si occupano di formare gli insegnanti e che si pongono il problema dell’integrazione delle tecnologie nella progettazione didattica. Il progetto “Il Museo in…click!” si è dunque diretto a potenziare le competenze metodologiche e le strategie comunicative degli insegnanti in formazione iniziale e in servizio avvalendosi delle risorse culturali del territorio e di quelle mediali per accrescere e valorizzare le competenze degli studenti, elaborando strumenti e prodotti didattici interattivi che permettessero un’adeguata fruizione e comprensione dei beni e siti archeologici locali. Nella prospettiva della trasversalità curricolare e della multiliteracies, il progetto ha consentito di creare una comunità di ricerca che ha visto agire, all’interno di uno stesso spazio, esperti di settore, educatori museali, direttori di museo, archeologi, dirigenti scolastici e insegnanti, amministratori, impegnati ad accrescere la qualità della formazione attraverso la condivisione di competenze specializzate e la costruzione di una rete avanzata di competenze. Il progetto ha beneficiato di un finanziamento da parte dell’ex Direzione Generale per la Valorizzazione dei Beni e delle Attività Culturali - Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – che ammonta a € 64.000,00.

I BENEFICI

La logica collaborativa del partenariato interistituzionale, l’impianto metodologico e la specializzata offerta educativa e formativa caratterizzanti il progetto hanno prodotto notevoli benefici sul piano:

  • del consolidamento e dello sviluppo del rapporto tra i partner coinvolti attraverso la formalizzazione dell’azione collaborativa che ha progressivamente trasformato l’iniziale rete spontanea in rete avanzata, in grado di coinvolgere nel tempo sempre nuovi soggetti a livello locale, nazionale e internazionale;
  • della qualità dei servizi, dei processi e dei prodotti erogati in termini di accrescimento del numero e tipologie di visitatore, di caratteristiche dell’offerta didattica e di materiali prodotti grazie ai processi di valutazione attivati e alle azioni di ricerca intraprese per assicurare un continuo miglioramento;
  • del rafforzamento delle competenze di ciascun partner attraverso l’introduzione di competenze specializzate per la creazione di una comunità di ricerca con obiettivi condivisi entro un terreno educativo che fosse in grado di studiare, elaborare e validare un modello partenariale trasferibile a contesti analoghi.

In questo senso, il progetto è riuscito a:

  • incrementare il rapporto di collaborazione partecipata con la scuola e a consolidare le forme di coinvolgimento che tenessero conto delle caratteristiche curriculari anche in relazione alle reti europee;
  • dotare il museo di dispositivi mediali e terminali mobili incentivando la partecipazione e l’uso dei beni archeologici da parte delle scuole attraverso strumenti di mediazione innovativi in grado di consentire a tutti i visitatori di interpretare i significati legati alle collezioni museali introducendo livelli di lettura e prospettive differenti;
  • sono stati realizzati prodotti mediali flessibili e adeguati ai diversi bisogni dei differenti pubblici (i-book, installazioni multimediali, ambienti sonori, video ambienti, video arte, digital story tales), anche elaborati dagli allievi delle scuole, i quali sono divenuti autori ed editori di multimediali scaricabili dai coetanei su dispositivi portatili a loro familiari, validati e potenzialmente trasferibili in altre sedi museali o siti archeologi del territorio abruzzese.

Fonte: http://www.smau.it/bologna15/success_stories/processi-formativi-e-nuove-tecnologie-applicate-ai-beni-archeologici-e-museali-in-abruzzo/





 
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proto


L’ultimo libro di Mario Proto
di Dino Levante

Di un maestro rimangono tracce nei discepoli, nelle parole dette in aula o stampate nei libri. Questo resterà anche di Mario Proto, forse l’ultimo intellettuale militante salentino, morto il 30 ottobre scorso a 72 anni. Del professore dell’Università del Salento, saggista e operatore culturale, alcuni giorni dopo la morte uscì il volume «Il partito anticapitalista tra modello francese e sinistra europea» (Pensa Multimedia, 308 pagine, 20 euro). Quel libro postumo verrà presentato oggi, alle ore 10, nell’aula universitaria Ed1 di via Brenta, a Lecce. Dopo l’introduzione di Anna Lucia Denitto, direttore del Dipartimento di Studi storici dal Medioevo all’età contemporanea, seguiranno gli interventi di Cosimo Perrotta, Egidio Zacheo e Pierandrea Casto, tutti docenti dell’ateneo salentino. Il seminario di studi, dal titolo «Crisi economica, democratica e partito nella riflessione di Mario Proto», organizzato dal corso di laurea in Scienze politiche e delle relazioni internazionali, oltre a illustrare l’ultima opera del docente prematuramente scomparso, vuole essere un primo tangibile omaggio da parte dell’istituzione universitaria. Il testo, che affronta la crisi che ha investito la politica occidentale, tra guerra del Golfo e dissesto finanziario e che obbliga ad una ricerca accurata delle modalità che hanno causato questa instabilità contemporanea, si inserisce negli interessi da sempre coltivati da Proto. L’analisi nasce dal presupposto che il venir meno delle capacità oppositive della sinistra tradizionale, sia dipeso da una carenza di strategia analitica nella lettura dei nuovi fenomeni finanziari. Autore di numerosi volumi di taglio storico-politico, nato a San Cesario il 20 maggio 1937, Proto era ordinario in Storia delle dottrine politiche nella Facoltà di lettere e filosofia dell’ateneo leccese. Insegnava Storia delle dottrine politiche e Sociologia generale presso i corsi di laurea in Lettere moderne, Filosofia, Scienze politiche e delle relazioni internazionali e Scienze della comunicazione. È stato direttore della collana «Ideologia e scienze sociali» dell’editore Piero Lacaita, nonché collaboratore di vari centri studi in Italia e all’estero.



Pubblicato su «La Gazzetta del Mezzogiorno/La Gazzetta di Lecce», il 2 marzo 2010, p. XXI




 


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